VENEZIALTROVE
LE USCITE DEL SABATO | 2026
LE USCITE DEL SABATO | 2026
a cura di Marco Ladiana
Quante volte ci siamo sentiti chiedere o meglio abbiamo chiesto: “Scusi per San Marco?” sentendoci rispondere inesorabilmente: “Sempre dritti!”, salvo poi perderci dopo pochi minuti e ritrovarci, incantati e disperati, in qualche affascinante angolo della città più bella del mondo? Ma proprio questo è il bello di Venezia, come sosteneva Goethe, perdersi per ritrovarsi improvvisamente, oltre un portale o svoltato un angolo, in un qualche Altrove sconosciuto che con un sorriso poi ci resterà nella memoria per sempre. Ma quell’Altrove può non essere solo “geografico”, fisico.
Nella magia di Venezia e della sua Laguna, dove nel riflesso dell’acqua tutto può diventare il suo opposto, l’Altrove può diventare improvvisamente “temporale” di fronte ad una modernità che non ti aspetti, “metafisico” o “ultraterreno” immergendosi nell’oro dei mosaici di San Marco o dei polittici dei Vivarini oppure innalzandosi nella luce delle grandi cattedrali gotiche.
O ancora un Altrove più “buio”, introspettivo, interiore, quello del subconscio, creato dai nostri sogni (o incubi), che ci riporta a scoprire le emozioni e la parti di noi più nascoste o volutamente dimenticate, capaci di creare capolavori nell’arte oppure macabri orrori nella storia.
Quest’anno ci muoveremo lungo questa ardita traccia. E chissà in quale Altrove alla fine del percorso ci ritroveremo...
Buon Viaggio!
La “Rivoluzione” medievale nell’Arte e nella Fede anche a Venezia porta il segno di San Francesco e San Domenico e dei loro Ordini Mendicanti. Povertà e Penitenza.
E’ L’ “Altrove” ultraterreno, conosciuto da Dante e Beatrice, fatto di Luce e Misticità quello che ci porta tra le possenti colonne delle navate e le vetrate colorate delle più maestose basiliche della città tra le tombe dei più grandi, Dogi, Condottieri e Letterati. Il Gotico incorona questo viaggio mistico con le sue ardite volte archiacute e le sue guglie ma anche con le sue leggende e i suoi macabri fantasmi.
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Il Secolo dei lumi e dalla rivoluzione industriale travolge la “vecchia” Serenissima come un uragano soppiantando e distruggendo in pochi anni palazzi, chiese e conventi per aprire giardini, viali e insediamenti produttivi. Questo avviene in particolare all’Isola della Giudecca, primo porto cittadino dell’era moderna, che al di la del “Grande Canale” diventa un Altrove diverso e futurista dove le ciminiere soppiantano nello skyline i campanili… o a volte ci convivono l’uno dentro l’altro.
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Tante parole di uso comune per noi oggi nascono in Laguna: “Ciao”, “Ghetto”, “Lazzaretto”. Ma anche “isolamento” cioè “porre in isola”, “separare dal resto” per i più svariati motivi, religiosi, etnici o sanitari chi agli occhi dei più era “diverso”.
Nello stravolgimento dell’eclissi della Serenissima molte delle isole minori, già antichi conventi e monasteri, subiscono questa sorte: residenza, o peggio carcere, per reietti, eclettici, scomodi o semplicemente… pazzi. Perché l’Altrove, quello più oscuro della mente, può essere anche quello dentro di noi.
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Lord George Byron ed il suo romantico spirito inquieto cercavano pace ed ispirazione in un luogo disabitato fatto di dune di sabbia e di antiche tombe sepolte a raccontare Storie dimenticate di popoli lontani. Meno di 100 anni dopo nulla restava di quei luoghi ameni trasformati in lussuosa e sfavillante località di villeggiatura per sovrani e ricchi borghesi costellata di sfarzose ed eclettiche ville che hanno portato il Lido ad essere uno dei centri europei dell’Art Noveau.
Un casinò, la Mostra Internazionale di arte cinematografica, uno dei primi stabilimenti Bagni moderni, il tram a cavalli e poi elettrico, un avveneristico luna park ma anche l’antichissimo borgo medievale di Malamocco, seconda capitale del dogado tra Cittanova e Rivoalto, il complesso benedettino di San Nicoletto, il cimitero ebraico, il sacrario dei caduti di tutte le guerre del tempio votivo, le batterie fortificate di mare... Quanti altri Altrove scopriremo nella nostra passeggiata “balneare”?
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Andiamo a scoprire questo poco conosciuto luogo posto ai margini della Laguna che dai primi anni dell’800 fu il primo moderno baluardo della difesa della Città e del suo Arsenale e che diventerà poi perno centrale di tutto l’articolato sistema del campo trincerato di Mestre, vivendo la gloria della sortita del 1848 e l’oblio del secondo dopoguerra. Senza tralasciare cosa nel suo passato ci racconta di quando anche solo la linea di una frontiera distante pochi chilometri portava Altrove.
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